La consulenza pedagogica.

Capita nel corso della vita di avere bisogno di un professionista che del consiglio di una persona amica.
Nell’affrontare un cambiamento o una stasi forzata, che riguardi eventi complessi della persona come di identità, di autoriconoscimento, di caduta di motivazione o delle relazioni: come un divorzio o volersi mettere in gioco in una nuova relazione o ancora l’assistenza a un caro ammalato, Il pedagogista è quel professionista indicato per comprendere e assumere l’atteggiamento più ecologico ed equilibrato nel percorso che è, comunque, di crescita personale.

Il pedagogista è una figura altamente specializzata, costituisce l’avanguardia della conoscenza in ambito educativo, formativo, pedagogico in rapporto a qualsiasi attività svolta in modo formale, informale, non formale. Dotato di consapevolezza critica delle problematiche legate alla conoscenza del suo campo e all’interfaccia tra campi diversi.
Il pedagogista è abile nel problem solving specializzato, necessario nella ricerca e nell’innovazione in ambito pedagogico, al fine di sviluppare nuove conoscenze e procedure e per integrare conoscenze provenienti da ambiti diversi.
Il pedagogista riesce a gestire e trasformare contesti complessi di lavoro o di studio imprevedibili che richiedono nuovi approcci strategici, assumersi la responsabilità di contribuire alla conoscenza e alla pratica professionale e di verificare le prestazioni strategiche dei gruppi.
Può esercitare la sua azione in agenzie educative, in strutture pubbliche e private che si occupano, dall’infanzia all’età adulta e geriatrica e di utenti con bisogni educativi specifici, nelle aree: socio-educativa, socio-assistenziale e socio-sanitaria.
Il pedagogista attiva interventi pedagogici di tipo scientifico ed etico in vista di obiettivi univoci, seppur considerando l’eterogeneità delle condizioni umane e delle esigenze di ogni individuo. Il pedagogista, attraverso il colloquio di consulenza, agisce in funzione del miglioramento del benessere della persona e della sua qualità di vita. Il colloquio è educazione professionale in atto che punta a:

– aumentare il livello di adattamento della persona;

 – “tirare fuori” (ex-ducere) le potenzialità dell’individuo ma, anche, tirare fuori da una situazione, spesso troppo stretta;

– realizzare un processo di empowerment, aumentando l’autostima della persona, il senso di autoefficacia, l’autodeterminazione;

– far emergere risorse individuali e accompagnare la persona verso un’appropriazione consapevole del potenziale individuale.

Il Pedagogista distingue ciò che è conscio ma sottinteso e sottaciuto, da ciò che è inconscio e che è competenza di altre professionalità. Difatti il Pedagogista opera nel conscio, seppur non discusso, e soprattutto sugli aspetti di vita educativa (es. problematiche familiari/relazionali) che, ribadiamo, non diventano oggetto di analisi critica.
Il colloquio di consulenza pedagogico si situa nell’arco temporale del presente e punta a un cambiamento nel comportamento, nel modo di porsi rispetto a se stesso. Il pedagogista non cerca elementi profondi o inconsci, non elabora un’analisi diagnostica di motivazioni recondite, bensì lavora e si rapporta ai dati emergenti durante il colloquio. Il colloquio pedagogico dunque non si configura come cura terapeutica, coerentemente con il mandato epistemologico della pedagogia. La natura consulenziale del colloquio pedagogico è data dal fatto che il pedagogista aggiunge, agli elementi forniti dall’utente la propria preparazione teorico-pratica, le proprie metodologie pedagogiche per accompagnarlo verso un nuovo livello di sviluppo individuale.

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